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Adolfo Fumagalli (1828-1856) Chi era costui?
 
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Registrato a Inzago
Auditorium 23/9/2006

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Il Giornale dell’Umbria, 20 agosto 2008

annuncio del concerto del 20 agosto a Castiglion del Lago

A Palazzo della Corgna l’attesa esibizione
del pianista Adalberto Maria Riva

Di Adalberto Maria Riva oggi si può parlare solo in termini di assoluto prestigio, confermato da un’attività che ha avuto inizio proprio dal Prix de Virtuosité conseguito al Conservatorio di Losanna nel 2001. Da allora Riva suona, incide dischi, promuove spettacoli di musica e teatro, organizza convegni come quello di due anni fa dedicato alla figura del compositore e pianista italiano Adolfo Fumagalli, uno dei pochi artisti che l’Italia del melodramma può tentare di affiancare a Franz Liszt…

di Stefano Ragni



La Gazzetta di Parma, 15 giugno 2009
Il classico in discoteca Un disco di Riva per i 150 della morte di Fumagalli

LA MANO SINISTRA CHE INCANTO’ LISZT

La matrice italiana del pianoforte - da Bartolomeo Cristofori che ne è stato il geniale inventore a Clementi che ne ha forgiato solidamente il linguaggio, oltre ad essere un valido costruttore - tende come ben si sa ad appannarsi nell’ottocento, non solo per la dominante presenza del melodramma ma anche per la cifra provinciale che contrassegnava il profilo di molti di quegli artisti, pur dominatori, a volte impavidi, dello strumento. Un panorama senza stupefacenti illuminazioni che tuttavia ad una ricognizione più filtrata svela personalità di indubbio interesse. Quella di Adolfo Fumagalli in particolare, anche se la prematura scomparsa, a soli ventotto anni, lascia un trepido interrogativo sugli esiti che con la maturità si sarebbero aggiunti alle testimonianze già eloquenti che il giovane – nato a Inzago nel 1828 , uscito dalla scuola prestigiosa di Angeleri- aveva offerto come virtuoso e come compositore nella sua rapida conquista di una notorietà, nelle maggiori città europee; a Parigi soprattutto, dove si stabilì, si guadagnò l’ammirazione di Liszt accompagnata dall’incoraggiamento a < mirare più in alto e più lontano>, per dire appunto di virtualità non ancora liberate da quel talento pianistico che consentiva a Fumagalli di affrontare le sfide più ardue ( sarà definito < il Paganini del pianoforte>), grazie soprattutto a quel dominio stupefacente della mano sinistra ben attestato da alcune sue composizioni destinate ad essa, come la < Grande Fantaisie sur ‘Robert le diable’ > che possiamo ascoltare, insieme ad altri brani, grazie ad un disco di grande interesse realizzato dal Comune di Inzago in occasione dei 150 anni dalla morte. Interprete è il giovane pianista Adalberto Maria Riva il quale oltre a possedere tutti i requisiti strumentali necessari per dar vita sonora ad una scrittura spesso iperbolica ne lascia scorgere in filigrana quei fermenti immaginativi ben rivelatori di come Fumagalli avesse respirato aria europea, e come avesse assimilato certe linfe dei grandi romantici; di Liszt in particolare di cui si possono cogliere riverberi nella particolare qualità evocativa, tra il visionario e il ‘poetico’, ricreata attraverso una tavolozza pianistica di sensibile ricchezza che Riva mostra di gestire con ammirevole consapevolezza penetrando in tal modo le ragioni di un virtuosismo incarnato non solo nella spettacolarità del gesto ma pure nel potere significativo del suono e nella sottigliezza delle movenze in esso racchiuse.

di Gian Paolo Minardi



Varese, La Provincia, sabato 3 ottobre 2009
annuncio del concerto del 4 ottobre

"INTERPRETANDO SUONI E LUOGHI"
PORTA AL PIANO ADALBERTO RIVA

Lo chiamavano “il Paganini del pianoforte” e non c’era aria o melodia che l’Adolfo Fumagalli da Inzago non sapesse trascrivere per il suo strumento o eseguire con virtuosismo quasi senza pari. E’ curioso sapere che Adalberto Maria Riva, pianista milanese ospite stasera alle 21 della rassegna “interpretando suoni e luoghi” proprio all’ormai obliato compositore dell’Ottocento abbia dedicato la sua tesi, eseguendo anche molti brani in concerto…

di Mario Chiodetti

 

 

Milano, Il Giorno, mercoledì 14 ottobre 2009
annuncio del concerto del 19 ottobre

Anniversari: Mostra e concerto per il musicista ottocentesco Fumagalli
RICORDANDO ADOLFO, UNO DEI “QUATER VILAN D’INZAGH”

La precisazione “celebre musicista” della targa sulla casa nativa di Adolfo Fumagalli, a Inzago, può far sorridere. Il fatto è che Adolfo Fumagalli celebre lo fu veramente, anzi, fu uno dei pochi, se non l’unico, pianista-compositore italiano dell’Ottocento capace di imporsi nel panorama musicale internazionale. Ebbe l’appellativo di “Paganini del pianoforte” e Liszt, del quale lo consideravano il successore, dopo averlo udito in concerto, gli scrisse “io m’inchino dinanzi a voi come al più grande dei pianisti, perché chiunque sappia trarsi d’impaccio dalla trascrizione di un’uvertura come quella del Cellini è senza dubbio un artista fuori dall’ordinario…” Specializzato nelle rielaborazioni di arie d’opera, Fumagalli (Diplomato al Conservatorio di Milano dove aveva tenuto il suo primo concerto a dodici anni) strumentava la melodia nel registro centrale, suddividendola tra le due mani e creando così un effetto sonoro stereofonico e illusionistico (che era appunto una caratteristica anche di Liszt). Aveva inoltre una abilità ineguagliabile nelle trascrizioni per sola mano sinistra. E allora come mai se ne son perse le tracce? Perché la sua vita fu brevissima: nato nel 1828, morì nel 1856, a soli 28 anni, a Firenze. Ma Adolfo non è il solo Fumagalli rimasto negli archivi musicali: erano infatti quattro fratelli, figli di un uomo di campagna, fattore dell’aristocratico milanese Cesare Borsa, e venivano chiamati “i quater vilan d’Inzagh”. Accanto al geniale e celebre Adolfo, Disma e Polibio insegnarono al Conservatorio di Milano e il più giovane, Luca, concluse la sua carriera in America. Inzago, nel giorno anniversario della nascita di Adolfo (19 ottobre) promuove una mostra cittadina e la presentazione di un disco registrato nel 150° anniversario della sua scomparsa. Inoltre, sempre il 19, a Milano (ore 21, Spazio Oberdan), avrà luogo un concerto del pianista milanese Adalberto Maria Riva, Musiche di Golinelli, Martucci, Liszt e Fumagalli, chiudendo con la virtuosistica “grande fantasia di bravura sul Profeta di Meyerbeer”. Ingresso libero.

Di Carla Maria Casanova

© 2011 Adalberto Maria Riva