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Al posto dei soliti elenchi che generalmente si trovano nei siti di noi musicisti, ho preferito ordinare alcuni dei brani del mio repertorio per tema in nove percorsi musicali che si prestano anche ad un breve commento parlato prima dell’esecuzione.

 

 

IL PIANOFORTE, CENERENTOLA D’ITALIA

 

Una storia singolare: il pianoforte, inventato nel 1698 a Firenze da Bartolomeo Cristofori, fece fortuna altrove, specialmente in Germania e in Inghilterra, e dopo il 1848 in America. Nell’Ottocento, il secolo d’oro di questo strumento, nel nostro paese mancano completamente autori di rilievo, se si eccettuano le reazioni della fine del secolo contro lo strapotere del melodramma e la nascita di una “Scuola Italiana” con Casella, Malipiero, Busoni, Petrassi.

 

 

Domenico Scarlatti

Sonata in fa diesis minore K. 25

Sonata in sol maggiore K. 201

 

Gioachino Rossini

Un petit train de plaisir

 

Goffredo Petrassi

Invenzioni n. 1 e 2

 

Muzio Clementi

Sonata in si bemolle maggiore op. 47 n. 2

(Allegro con brio - Andante quasi allegretto - Rondo, allegro assai)

 

Luciano Berio

Due encores

 

Luigi Dallapiccola

Sonatina canonica sui capricci di Paganini

 

Franz Liszt

“La campanella” da Paganini

Sonetto del Petrarca n. 104

S. Francesco di Paola cammina sulle acque

 

oppure

Après une lecture du Dante; fantasia quasi sonata

 

 

 

 

 

DAL CLAVICEMBALO AL PIANOFORTE

 

L’evoluzione tecnologica della nuova invenzione che si sparge ben presto per l’Europa e le caratteristiche stilistiche della nuova letteratura che si arricchisce via via di scoperte capaci di conferirle una propria personalità autonoma e ben definita. Un processo che culminerà nel Romanticismo attraverso 150 anni di storia grazie alle opere di compositori come Clementi, Mozart, Haydn e Beethoven.

 

 

Domenico Scarlatti

Sonata K. 303 in do minore

Sonata K. 311 in sol maggiore

 

Muzio Clementi

Sonata in si minore op. 40 n. 2

(molto adagio e sostenuto - allegro con fuoco e con espressione - largo mesto e patetico - allegro – lento come prima - presto)

 

Wolfgang Amadeus Mozart

Sonata K. 311 in re maggiore

(allegro con spirito – andante con espressione – rondeau, allegro)

 

 

Franz Joseph Haydn

Sonata in mi bemolle maggiore Hob. XVI/49

(allegro – adagio e cantabile – Finale, tempo di minuet)

 

Ludwig van Beethoven

Sonata in re maggiore op. 10 n. 3

(presto - largo e mesto - menuetto, allegro - rondo, allegro)

 

 

 

 

BEETHOVEN, OVVERO LA FORMA SONATA

 

Il binomio Beethoven-forma sonata è indissolubile: nella Sonata si incarnano gli ideali poetici beethoveniani, con la loro tensione verso l’assoluto, che permettono all’individuo di liberarsi dalla schiavitù della materia bruta contro la quale si instaura un’epica lotta. Breve analisi delle caratteristiche salienti della struttura della forma sonata e dell’evoluzione che esse subiscono sotto la forza dell’impulso creativo del grande musicista, dagli esordi al periodo d’oro dell’op. 53 e 57, in cui la forma sonata arriva al punto di massima e più completa perfezione.

 

 

Ludwig van Beethoven

Sonata in re maggiore op. 10 n. 3

               (presto - largo e mesto - menuetto, allegro - rondo, allegro)

 

Sonata op.53 in do maggiore “Waldstein”

(allegro con brio – Introduzione: adagio molto – Rondo, allegretto moderato)

 

Sonata op. 28 in re maggiore “Pastorale”

(allegro - andante - scherzo, allegro vivace - rondo, allegro ma non troppo)

 

Sonata op. 27 n. 2 “al chiaro di luna”

(adagio sostenuto - allegretto - presto agitato)

 

 

 

 

VIENNA, CAPITALE DELLA MUSICA

 

A cavallo tra il XVIII e il XIX secolo l’impero asburgico e la sua capitale conoscono il periodo di massimo splendore ed espansione, prima che l’ondata napoleonica travolga l’ordine europeo. La cultura dell’Illuminismo e della razionalità si riflettono pienamente nelle opere di Mozart, Haydn e del primo Beethoven , mentre Schubert annuncia già le inquietudini incombenti del primo Romanticismo. Un viaggio culturale nella Vienna di fine settecento.

 

 

Franz Joseph Haydn

Sonata in mi bemolle maggiore Hob XVI/49

(Allegro – Adagio e cantabile – Finale, tempo di Minuet)

 

Wolfgang Amadeus Mozart

Sonata in re maggiore K. 311

(Allegro con spirito – Andante con espressione – Rondeau, allegro)

 

Franz Schubert          

Sonata in la maggiore Op. 120

(allegro moderato – Andante – Allegro)

 

Ludwig van Beethoven

Sonata in do maggiore op. 53

(Allegro con brio – Adagio molto – Rondo, allegretto moderato)

 

 

 

 

UN SALOTTO DEL PRIMO OTTOCENTO

 

Ricostruiamo insieme l’atmosfera di una serata in un accogliente salotto della nobiltà e dell’alta borghesia mitteleuropea del primo Ottocento: toni aristocratici e delicati, tinte raffinate e giochi di chiaroscuro per una musica piacevole all’ascolto, ma estremamente ricercata sul piano timbrico e formale. E’ il regno di Chopin, di Schubert e di certo Liszt.

 

 

Franz Schubert

Quattro Improvvisi op. 90

 

Schubert – Liszt

Soirée de Vienne n. 6

 

Fryderyk Chopin

Notturno op. 27 n. 2 in re bemolle maggiore

Ballata in sol minore op. 23

Berceuse op. 57

Terzo scherzo op. 39 in do diesis minore

 

 

 

 

L’ETERNA LOTTA TRA IL BENE E IL MALE

 

1. AMORE E MORTE: i brani di Liszt e Schumann sono ispirati al mito greco di Ero e Leandro, una tragica storia d’amore fra una sacerdotessa e un giovane e vigoroso atleta. Conclude il Totentanz, una diabolica resa musicale dell’affresco del trionfo della Morte al camposanto di Pisa.

 

 

Franz Liszt

Ballata n. 2

 

Robert Schumann

Pezzi fantastici op. 12

(Des Abends – Aufschwung – Warum – Grillen

In der Nacht – Fabel – Traumes Wirren – Ende vom Lied)

 

Franz Liszt

 Totentanz, versione per pianoforte solo

 

 

2. FRANZ LISZT, IL DIABOLICO. Acrobazie diaboliche al limite del possibile, su cui Liszt costruisce la propria visione del mondo, dove convergono magia nera, il mito di Faust, Mefistofele e visioni di idilliaca purezza. Il tutto mediato dal carisma e dal fascino che emana il dominio assoluto della tecnica pianistica mediante la trasformazione continua del materiale musicale.

 

 

Franz Liszt

Funerailles

 

Mephistowalzer

 

Totentanz

 

Sonata in si minore

 

 

3. MORTE E TRASFIGURAZIONE. Confronto in diretta fra due indiscussi capolavori “funebri”: la Seconda Sonata di Chopin e la Sonata di Liszt. Affinità e differenze

 

Fryderyk Chopin

Sonata in si bemolle minore op. 35

(Grave – doppio movimento; Scherzo; Marche funèbre, lento; Finale, presto)

 

Franz Liszt

Sonata in si minore

 

 

 

 

IL VIRTUOSISMO DA CONCERTO

 

E’ una delle chimere e delle conquiste del Romanticismo: nella figura del virtuoso e nell’esecuzione dal vivo si incarna il grande mito romantico della capacità del suono, e della musica in particolare, di evocare l’ineffabile, il sentimento, trascendendo la materia (questo è il vero significato degli Studi Trascendentali). Chopin, ma soprattutto Liszt, saranno i due campioni indiscussi che getteranno le basi della moderna tecnica pianistica.

 

 

Fryderyk Chopin

Andante spianato e grande polacca brillante op. 22

 

Sonata op. 35

(Grave – doppio movimento; Scherzo; Marche funèbre, lento; Finale, presto)

 

Franz Liszt

S. Francesco di Paola cammina sulle acque

 

La campanella

 

La leggerezza

 

Due trascrizioni da Schubert

“Der Lindenbaum”

“Ave Maria”

 

Rapsodia ungherese n. 6

 

 

 

 

NUOVE SENSAZIONI

 

 

I primi stimoli ad uscire dalla crisi del linguaggio musicale causata dalla monumentale opera di Wagner e dal linguaggio musicale ivi impiegato che sgretola alle fondamenta le certezze armoniche teorizzate e usate fin dal 1500. La ricerca di accostamenti nuovi, mediante il simbolismo e la sinestesia in Debussy, la ricerca del canto popolare in Bartok, la teosofia e la palingenesi in Skrjabin. L’inizio della diaspora dei linguaggi che caratterizzerà tutto il Novecento

 

 

Claude Debussy

Images, I serie

(Reflets dans l’eau, Hommage à Rameau, Mouvement)

 

Bela Bartok

Suite op. 14

 

Alexander Skrjabin

Studio op. 8 n. 12

Preludio op. 2 n. 1

Seconda Sonata

 

 

 

 

ESPRESSIONISMO FAUVE, RAZIONALITA’ E IRONIA.

 

 

Dalla contestazione dei dogmi della tradizione alla razionalità assoluta della tecnica dodecafonica, che fa tabula rasa del passato, passando attraverso la pungente ironia politonale che stravolge i connotati dei soggetti a cui si riferisce. Cronaca di un ventennio che ha sconvolto la musica colta europea, e in cui si agitavano diverse tendenze contemporaneamente.

 

 

Alban Berg - Sonata op. 1

 

Anton Webern - Variazioni

 

Igor Strawinsky - Tre movimenti da Petruska

 

Luigi Dallapiccola - Sonatina canonica sui Capricci di Paganini

 

Sergei Prokofieff - Seconda Sonata

 

 

 

 

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